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Le scienze sensoriali per il marketing | Claudia Sepertino: dalle neuroscienze ai brand olfattivi, quando il profumo diventa linguaggio

Il profumo non è soltanto una fragranza: è un messaggio invisibile capace di evocare ricordi, creare connessioni e influenzare il modo in cui percepiamo un luogo, un prodotto o un’organizzazione.

Negli ultimi anni il mondo della comunicazione ha iniziato a guardare con sempre maggiore interesse al potere dell’olfatto, un senso profondamente legato alla memoria e alla dimensione emotiva delle esperienze. È proprio in questo spazio, tra neuroscienze, percezione e comunicazione, che nascono i brand olfattivi: identità sensoriali capaci di raccontare valori e creare nuove connessioni con le persone.

Di questo percorso, che unisce neuroscienze, comunicazione e mondo delle fragranze, e del ruolo dell’olfatto come strumento di relazione e identità abbiamo parlato con Luigi Odello di Sensory News in questa intervista. Di seguito un estratto.

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Ci sono percorsi professionali che nascono da una specializzazione e altri che nascono da una domanda. Quello di Claudia Sepertino appartiene alla seconda categoria. Professionista della comunicazione e del marketing, negli ultimi anni ha sviluppato un approccio originale che integra neuroscienze, olfatto e costruzione di identità aziendali, fino a diventare creatrice di brand olfattivi e formatrice nell’ambito delle esperienze sensoriali.


Oggi lavora con aziende che desiderano distinguersi attraverso il linguaggio degli odori, realizza progetti di team building basati sulle fragranze e sviluppa identità olfattive per organizzazioni molto diverse tra loro, dalle istituzioni territoriali alle imprese industriali.
Le abbiamo chiesto di raccontarci il percorso che l’ha portata a diventare un “naso” e, soprattutto, che cosa ritiene davvero importante imparare quando si parla di fragranze.

Claudia Sepertino

Claudia, come sei entrata nel mondo delle fragranze?

In realtà sono entrata dalla porta delle neuroscienze. Mi occupavo già di marketing e comunicazione e ho iniziato a studiare i processi decisionali per capire come funzionano le scelte delle persone. Da lì il passaggio all’olfatto è stato quasi naturale. L’olfatto è l’unico senso che arriva direttamente alle emozioni, senza passare dai filtri razionali. Se consideriamo che gran parte delle nostre decisioni viene presa a livello subconscio, capiamo immediatamente quanto questo canale sia potente. Inoltre, l’olfatto è collegato all’ippocampo e alla memoria episodica: riesce quindi a essere ricordato con una forza straordinaria. Dal punto di vista della comunicazione è quasi fare bingo.

Qual è stato il tuo percorso formativo?

Ho ripreso gli studi universitari in Scienze della Comunicazione. Parallelamente ho frequentato i corsi di neuroscienze e ho approfondito da autodidatta tutto ciò che riguardava neuromarketing e neuroscienze applicate. Nel 2020 mi sono laureata con una tesi in cui ho sviluppato il mio primo brand olfattivo, realizzato per la banca presso cui lavoravo. In quella fase mi occupai della ricerca: questionari sulla brand personality, focus group e analisi dei dati. La costruzione della fragranza fu invece affidata a un naso professionista.

E come sei diventata a tua volta un naso?

Per necessità.
Mi sono accorta che molti profumieri possiedono una creatività straordinaria, ma proprio questa creatività a volte li porta a interpretare gli input in modo molto personale. In alcuni progetti la fragranza finale si allontanava dalla direzione strategica che avevo individuato.
Così ho deciso di imparare direttamente. Ho iniziato a frequentare corsi, prima a Parma, poi all’Ateneo dell’Olfatto di Rimini per la formulazione, successivamente altre scuole e moltissimo allenamento personale. Perché alla fine la pratica è fondamentale.